domenica 18 novembre 2018


EDITORE: CartaCanta
1ª EDIZIONE ORIGINALE: 2018
PAGINE: 144


Negli ultimi tempi nei libri apprezzo sempre di più le storie di personaggi in là con gli anni, intenti a vivere l’ultima fase della propria vita.
Ho amato un particolare racconto presente in “Olive Kitteridge” di Elizabeth Strout che ha per protagonista una normalissima coppia di pensionati, mi piace allontanarmi dai tanti supereroi a cui siamo abituati, non solo nei film, ma anche fra le pagine dei libri.
Da “Stoner” in poi ho sempre più voglia di personaggi che spiccano per la loro straordinaria normalità e, forse è un caso, forse no, trovo che lo siano maggiormente quando non si parla di ragazzi, ma di uomini e donne fatti e finiti.

In questo libro Pontuale, con una prosa adamantina e mai una parola di troppo, ci fa conoscere Michele e Alfiero come se li guardassimo con occhio benevolente da una delle finestre del Barrio, il quartiere popolare che fa da sfondo alle vicende; proviamo empatia e coinvolgimento per le loro vite semplici e potenzialmente simili alle nostre, ci riconosciamo nei gesti, nelle abitudini delle giornate. 
Alfiero ha dalla sua l’età, l’esperienza, i ricordi, i libri; Michele attinge da tutto questo per diventare anch’esso un uomo forte delle sue ideologie, del suo desiderio di giustizia,di lealtà.

Tendo sempre a non raccontare troppo della trama di un libro, perché trovo giusto che ognuno possa scoprire pagina dopo pagina la storia che l’autore ha preparato per noi e questo è l’esempio perfetto di libro che si scopre pian piano, andando avanti seguendo i personaggi nelle loro vite, negli inciampi quotidiani, nelle piccole e grandi avversità che si affrontano con quella resilienza, il cui sigificato è un po’ il cuore pulsante del libro.

Fra le parole scelte con cura e mai banali di Pontuale troviamo una storia fatta di amicizia, lealtà, formazione (in certi punti l’ho trovato quasi un Bildungsroman), libri, tanti libri, promesse da non infrangere e cause da sostenere fino alla fine. E ricordi, i ricordi di una vita.

Ho amato molto questo libro, c’è tanto in così poche pagine, quasi l’autentica celebrazione del senso di una vita.



Qualcosa che ho sottolineato:
(pagg. 53-54)
"[...] compresi che la soglia di resilienza delle persone, escluse rare eccezioni, si intuisce ascoltandone la storia e commisurandone le reazioni. Bisogna studiare i piccoli gesti per comprendere come ognuno cerchi la propria grazia, non credo serva troppo altro".

(pag. 82)
"Un incontro fortuito con una canzone amata, una breve parentesi fra fitte righe di dimenticanze, tra perle di una collana in procinto di spezzarsi".



4,5/5







Leave a Reply

Subscribe to Posts | Subscribe to Comments

Peek a booK!. Powered by Blogger.

Cerca nel blog

In lettura

Follow by Email

Lettori fissi

Scrivimi!

Nome

Email *

Messaggio *

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

- Copyright © Peek-a-booK! -Metrominimalist- Powered by Blogger - Designed by Johanes Djogan -