lunedì 27 febbraio 2017


Sono stata a Praga a trovare Franz Kafka.
Dopo il mio viaggio a Lubecca sulle orme della famiglia Mann in un caldo weekend estivo, questa volta ho passeggiato fra i vicoli acciottolati di Praga in un gelido fine settimana di gennaio.
Franz Kafka è ovunque vi giriate. Nei souvenir, nelle insegne dei bar, nei nomi delle strade ci sono lui, i suoi personaggi, le donne di cui è stato innamorato.
Praga è Kafka.



Busto di Kafka all'esterno della fermata della metro "Národní třída"

Mi piace visitare luoghi legati agli autori leggendo in quel momento i loro libri, per addentrarmi ancora di più nell'atmosfera che li rende parte della città, come è successo quando a 19 anni sono stata la prima volta qui a Berlino e stavo leggendo il libro di Chrstiane F, o quando sono stata a Lubecca ed avevo finito da pochissimo di leggere il tanto adorato "I Buddenbrook".
Questa volta avevo portato con me per tenermi compagnia durante il viaggio una raccolta di racconti di Kafka pubblicata da Nova Delphi, che mi è veramente piaciuta e ho trovato diversa dal solito. Negli anni avevo già letto tanto di questo autore, ma in questo libro ho trovato tanti racconti nei quali ancora non mi ero imbattuta e che me lo hanno fatto conoscere ancora meglio.


Ovviamente c'è anche la "Libreria Franz Kafka" un luogo che, varcata la soglia, ti fa sentire improvvisamente da qualche altra parte. Dove è difficile da dire, ma Kafka c'è, lo senti.



Poi c'è il Museo Franz Kafka.



Una cosa va detta subito: all'interno del museo non c'è niente di originale, sono tutte copie. E' sempre specificato in quale parte del mondo si trovi l'originale di quello che state vedendo, quindi non è un segreto, ma è bene che prima della visita lo si sappia. A me non ha dato nessun fastidio, anche perché le copie di qualsiasi cosa sono fatte con molta cura. E' interessante anche leggere in quale museo si trovi l'originale, ho infatti scoperto che tante cose sono conservate qui a Berlino e le andrò sicuramente a vedere.


Il museo è su due piani ed è volutamente lugubre e buio, per ricreare appieno le atmosfere kafkiane. Le musiche disturbanti, i video che trasmettono una certa inquietudine vi accompagnano in quello che è un labirintico e claustrofobico percorso nella Praga di Kafka.


Schizzi fatti da Kafka, nel periodo in cui lavorava come impiegato alle Assicurazioni Generali
C'è un pannello dedicato ad ogni amore di Kafka: questo era quello per la sua Felice Bauer.
Una delle lettere a Felice Bauer


Più che un museo vero e proprio è un'esperienza sensoriale per addentrarsi il più possibile nella psicologia kafkiana, con tutti i pro e i contro che questo può comportare. A me è piaciuto molto e sono contenta di averlo visitato, concedetegli il tempo che merita e non solo qualche minuto fra un'attrazione cittadina e l'altra.

Praga è affascinante e inquieta come Kafka. Come lui la descriveva. E come io la immaginavo.


"Praga non mi libera. Non scioglie i legami fra noi due. Questa matrigna ha gli artigli. Allora bisogna sottomettersi, oppure dovremmo incendiare due punti, il Vysegrad e il Castello, allora sarebbe possibile liberarsi." - Franz Kafka, 1902

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