lunedì 24 ottobre 2016


Sono stata per la prima volta alla "Frankfurter Buchmesse", la mitica fiera del libro di Francoforte, come dice Wikipedia "la più prestigiosa fiera del libro europea".


Non vi nascondo che le aspettative erano alte, era da una vita che volevo andarci, penso che ogni appassionato di libri sogni di poterla visitare una volta o l'altra.
Ne ho approfittato anche per fare un bel giro della città, che è 500km da Berlino, quindi non proprio dietro l'angolo.

La mia giornata in fiera è iniziata in modo tragicomico. Dentro è enorme, i padiglioni non sono tanti, ma sono tutti su più piani e ci sono scale mobili ovunque.
Non so come, appena entrata sono finita direttamente nella zona più piccola e intasata della fiera: quella dedicata al mondo del Cosplay. Ero quindi circondata da ragazzi e ragazze molto giovani, travestiti e truccati da personaggi manga, dei cartoni animati, da personaggi letterari o cinematografici nei modi più incredibili.
Parrucche colorate, trucchi fantasiosi, orecchie a punta, lenti a contatto di qualsiasi colore, vestiti curati nei minimi particolari (ho scoperto poi che dentro la fiera si tenevano le finali del campionato tedesco di Cosplay). Ero finita nel paradiso del Cosplayer, c'erano stand che vendevano qualsiasi cosa loro potessero desiderare e ognuno di questi era preso d'assalto.
I ragazzi erano tantissimi e io mi sentivo davvero un pesce fuor d'acqua: oltre a essere totalmente lontana da questo mondo, ero l'unica persona in quella sala a non essere travestita :D




Non riuscivo ad uscire da questo posto per me surreale. Poi. Poi ho visto una scala mobile, una possibile via d'uscita, ho cercato di farmi largo fra i personaggi più strani e ci sono arrivata ma un'addetta alla sicurezza mi ha bloccato, non potevo passare.
Allora, presa dallo scoramento le ho detto: "la prego, dov'è la fiera del libro, DOVE SONO I LIBRI???"
Lei si è messa a ridere capendo il mio stato d'animo, e mi ha indicato una porta blu, che mi avrebbe portato alla tanto agognata fiera. La mia visita poteva finalmente avere inizio ^_^

Ho iniziato dai padiglioni che ospitavano le case editrici internazionali, erano rappresentati davvero tantissimi stati diversi. Come al Salone di Torino c'è sempre un paese ospite (quest'anno erano le Fiandre e i Paesi Bassi), ma ci sono comunque anche gli stand di (quasi) qualsiasi altro Paese straniero.
Non immaginatevi niente di faraonico, gli stand erano molto sobri, la gente era poca, c'erano soprattutto operatori di settore e le conversazioni che ho sentito erano tutte di tipo professionale.

Gli stand che ho preferito erano quello coloratissimo della Russia e quello elegante della Georgia.


Questo era lo stand più fantasioso

Lo stand dell'Italia era fra i più grandi e particolari.

Particolare della decorazione dello stand italiano: d'effetto, ma quei poveri libri "pinzati" mi facevano un po' pena.

Lo stand più piccolo della fiera, giusto lo spazio di un divano, ma era delizioso. C'era scritto che, in caso di loro assenza, ci si poteva comunque sedere e scattarsi foto (c'era anche l'hashtag da usare per i vari social)

La parte della fiera dedicata alle case editrici tedesche era quella più presa d'assalto.
Fiumi di persone in fila per qualsiasi cosa: guardare show cooking sperando di essere fra i fortunati che si aggiudicano qualcosa da mangiare, farsi firmare una copia da Cecelia Ahern (avete presente "P.S. I love you"? Ecco.), ammirare da vicino quell'attore tedesco famoso ospite allo stand di Sky Arte ecc.

Con mio grande sgomento ho appreso piano piano una cosa: nessuno vendeva libri.

Me ne ero già accorta nei padiglioni delle case editrici internazionali, ma qui ne ho avuto la conferma. Praticamente ogni stand aveva il cartello "No sale", o "kein Verkauf". Ma come???

Tornata a casa ho scoperto sul sito della Fiera che i libri si potevano vendere solo la domenica (io ero andata il giorno prima) e allo stesso prezzo a cui sono venduti nei negozi.
Tenendo conto che: i libri non si potevano comprare, le case editrici erano sempre impegnate in colloqui professionali, chi non lo era aveva magari delle hostess allo stand e non dei rappresentati della casa editrice, e poi ok, io avevo l'accredito come blogger, ma perché un appassionato dovrebbe spendere 19,00 € per venire a questa fiera? Come ha detto una mia amica che c'era stata l'anno scorso e che ho sentito non appena tornata a Berlino: "Più che una fiera del libro sembra una fiera dell'editoria".

Ma, ci sono dei ma. Io sono felice di esserci stata, è sicuramente un'esperienza da fare, un luogo da vivere, io non avevo tanto tempo, quindi non ho partecipato a nessun incontro, ma ce n'erano tanti e molto interessanti e tutti quei libri, beh, sì, sono sempre un bel vedere.


In sintesi: bella, grandiosa, imponente, un po' come i grattacieli di Francoforte, ma io preferisco le fiere più ridotte, dove sentirmi consigliare un libro direttamente dall'editore e poterlo comprare lì, dalle sue mani. Ma con le fiere del libro tedesche non ho finito, vi aggiorno presto, ne ho altre in agenda da visitare a breve :)


p.s. se volete vedere con i vostri occhi com'è la fiera di Francoforte, guardate questo video :)

{ 1 commenti... read them below or add one }

  1. Hai soddisfatto la mia curiosità! Bel racconto, ma avevo sentito dire che la fiera di Francoforte sembra avere sempre meno spazio e che la Fiera di Londra (dio, quanto vorrei capitarci) sta guadagnando terreno. :D

    RispondiElimina

Peek a booK!. Powered by Blogger.

Join my new 2017 "Women Challenge"! :)

Cerca nel blog

In lettura

Follow by Email

Lettori fissi

Scrivimi!

Nome

Email *

Messaggio *

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

- Copyright © Peek-a-booK! -Metrominimalist- Powered by Blogger - Designed by Johanes Djogan -