mercoledì 30 settembre 2015


Se mi seguite già saprete che il mio approccio ai libri di Malvaldi non è stato idilliaco. I suoi "nonni" del BarLume non hanno avuto presa su di me, ma questo terzo incontro del Festival dei Lettori qui a Bologna al quale ho partecipato mi ha fatto rimettere in discussione tutto.

Partiamo col dire che Malvaldi è un vero "one man show"; ha tenuto banco quasi due ore parlando a ruota libera di tutto, dai suoi libri alla chimica, da poeti stravaganti di inizio novecento (di cui ci ha decantato poesie a memoria) alle sue esilaranti avventure con "la loggia del cinghiale".

E' stato un piacere ascoltarlo, capire come scrive, cosa scrive e perché lo fa. Credo che ora mi ri-approccerò a suoi libri con nuovo interesse e spirito.

Ecco cosa ci ha detto! 

* I miei non sono gialli, io voglio far ridere. Per far ridere bisogna partire da altro, non dire che si ha quell'intento, io infatti parto da un omicidio, da un giallo, che tutto fanno tranne che ridere. 

* I miei libri li inizio a scrivere dalla fine, prima da come viene svelato l'omicidio e poi dall'omicidio stesso. Tanti gialli sono belli fino a tre quarti del libro, poi nel finale vorresti dire all'autore "ma no, potevi fare meglio di così!".

* Di solito faccio morire persone che esistono veramente e mi stanno pesantemente antipatiche. Del resto si parte sempre dalla realtà, modificandola un pochino.

* (in merito ai libri di divulgazione scientifica che ha scritto): Per me il modo migliore di imparare è divertendosi. Vi consiglio i libri "Sette brevi lezioni di fisica" di Paolo Rovelli, "Il caso non esiste" di David Hand e "L'intestino felice" di Giulia Enders, scritti in un linguaggio accessibile e coinvolgente.

* Ampelio, uno dei nonni del BarLume, è il ritratto del mio vero nonno e no, non l'ho un po' esagerato, delle due ho un po' ridotto le sue caratteristiche :D
Venivo affidato a lui quando avevo sette, otto anni e mi portava al bar, dove potevo giocare a biliardo in piedi su uno sgabello e usando un manico di scopa, guardavo lui e i suoi amici mentre giocavano a carte e ascoltavo i loro deliri verbali. Per questo nei miei libri mi sono inventato pochissime cose, mio nonno è vissuto fino a 96 anni, il materiale lo avevo già.

* Anche Massimo il barrista esiste veramente e si chiama proprio così. Quando l'ho conosciuto era seduto dietro al bancone del bar che leggeva "I fratelli Karamazov" con i piedi immersi in una bacinella d'acqua e non ne voleva sapere di spostarsi di un centimetro per servirmi.

* Anche Aldo esiste, lavora ancora anche se ha più di 80 anni, ama la musica barocca e l'arte rinascimentale ed è come vorrei essere io alla sua età. Tanti vezzi, cose che avrei voluto essere io le ho ritrovate in lui. Se cercate il Malvaldi nei miei libri, lo trovate in Aldo.

* "La loggia del cinghiale" esiste veramente e ne faccio parte. Ci incontriamo il 15/1 e il 15/8 tutti gli anni. Partiamo da un trittico di aperitivi , poi via con innocue molestie ai passanti e tutti abbiamo un cartellino con su scritto "in caso di smarrimento riportare al bar Impero" :D
Potevo non raccontare al mondo quello che succede nella Loggia? No, non potevo :D

* Ho appena finito di scrivere un altro romanzo storico, che dovrebbe uscire a novembre per Sellerio. E' ambientato nel 1901 e fa parte di una trilogia su letterati un po' strani, sui generis, che ho iniziato con "Odore di chiuso".
Qui il protagonista sarà Ernesto Ragazzoni d'Orta, poeta ed etilista professionista, uno che alla domanda su che lavoro facesse rispondeva con una poesia. I suoi poemi erano solo su argomenti strani e inutili, che sarebbero durati solo il tempo di una giornata. Praticamente un genio :D

* I miei personaggi parlano in vernacolo, perché è così che fanno veramente, l'italiano perfetto striderebbe, non sarebbe veritiero. Ognuno parla nella sua lingua, ogni situazione ne ha una più consona.


Che dire, ho trovato questo autore piacevole e divertente, le sue risposte mi hanno fatto vedere in un'altra ottica i suoi libri, che forse riprenderò in mano, a dispetto di quanto mi ero ripromessa.

Trovo che gli incontri con gli autori (se condotti in un certo modo) siano interessanti e utili, per capire davvero di più quello che abbiamo letto o leggeremo.

E poi a fine incontro ho incontrato anche Samantha e Leonardo (moglie e figlio di Malvaldi) che avevo imparato a conoscere nel libro "La famiglia Tortilla" e li ho trovati una famiglia davvero simpatica e con il sorriso.



{ 3 commenti... read them below or Comment }

  1. ottimo resoconto dell'incontro.
    A me lui piace molto perché penso che esprima in concreto ciò che dice Calvino "prendete la vita con leggerezza che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore"

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  2. ciao Valentina, sono Clelia, scusami pensavo di averlo firmato il commento.

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    Risposte
    1. Ciao Clelia, che bello leggerti qui! :)

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