lunedì 9 marzo 2015



Quando sui social vi ho detto di aver partecipato (solo da spettatrice, causa timidezza) ad un gioco di ruolo su Jane Austen, mi avete scritto davvero in tanti chiedendomi maggiori informazioni.
Mi ha fatto tanto piacere, perché è stata una bella esperienza, ma non sapevo come fare a spiegarvi i dettagli tecnici, non avendo mai partecipato ad un gioco di ruolo e avendo solo assistito a questo su Jane Austen.
Ho chiesto quindi aiuto ad Angela, l'organizzatrice di questo gioco su Zia Jane: chi meglio di lei avrebbe potuto spiegarvi tutto?

Lascio quindi a lei la parola, buona lettura!

Mi occupo di giochi di ruolo dal vivo, come giocatrice e come autrice di giochi, da ormai più di dieci anni. E' un mondo entusiasmante, un'opportunità fantastica di sperimentare emozioni e di immergersi in realtà alternative.
Partiamo dalle definizioni.Un gioco è di ruolo quando i giocatori interpretano dei ruoli, cioè dei personaggi diversi da loro stessi.Un gioco di ruolo è dal vivo quando l'interpretazione dei personaggi avviene in prima persona, il che può o meno includere costumi e oggetti di scena, ma sicuramente prevede che i giocatori parlino, agiscano e interagiscano direttamente con gli altri, recitando.
In pratica un gioco di ruolo dal vivo è una sorta di improvvisazione teatrale a soggetto, di durata variabile (da un paio d'ore a diversi giorni), in cui ciascuno dei partecipanti interpreta il suo personaggio sulla base di una scheda che ne delinea la psicologia, il vissuto e in alcuni caso gli obiettivi.La recitazione è improvvisata, ciascuno può agire e reagire in piena libertà: non c'è niente di “giusto” o “sbagliato” da dire o da fare, salvo mantenere la massima coerenza con il carattere del personaggio: non è corretto recitare timidamente un personaggio sfacciato o in modo intrigante un personaggio ingenuo.
Non ci sono vincitori, lo scopo è sempre solo quello di raccontare una storia corale, di immergersi in prima persona nelle ambientazioni amate e sperimentare prospettive ed emozioni diverse da quelle che ci appartengono.
Naturalmente si possono attingere trame e personaggi da qualsiasi romanzo, sceneggiatura o setting, esistente o inventato.E per movimentare le cose e renderle più divertenti, basta mischiare un po' le carte: non è detto che giocando in una certa ambientazione, ad esempio un romanzo di Jane Austen, tutti i personaggi provengano da quel romanzo, né che abbiano esattamente le connotazioni che gli ha dato l'autrice.Chiedetelo alle Janeites bolognesi che hanno giocato in “Emma”  :)

Ringrazio davvero tanto Angela, spero vi sia stata utile questa sua spiegazione.
Mi ha detto di lasciarvi la sua mail, per qualsiasi altro dubbio o curiosità! Eccola: drisinil@gmail.com

Potete anche commentare qui sotto o sui social, girerò a lei le vostre domande.

Vi è venuta voglia di partecipare? ^_^

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