martedì 20 maggio 2014



Quando uno dei gruppi di lettura che frequento aveva proposto Benedetta Tobagi come autore da incontrare al "Festival dei lettori" non sapevo assolutamente chi fosse.
Non sapevo chi fosse lei, non sapevo chi fosse suo padre Walter (ucciso qualche mese prima che io nascessi), non sapevo nulla.
Benedetta ha poi accettato di partecipare e io nel frattempo mi ero informata su di lei, sul suo papà, sulla sua vita.

Lo so che in 34 anni dalla morte di suo padre non potevo certo trovarmi davanti una persona che fosse ancora palesemente triste e con gli occhi gonfi ma, non so perché, mi aspettavo di incontrare una giovane donna più seriosa, più chiusa. Ripeto, non so perché.

In realtà Benedetta (che ha solo qualche anno più di me) è sorridente, luminosa, decisa, consapevole e preparata. E' stata una piacevolissima sorpresa.

Data l'età potrebbe essere benissimo una delle mie amiche, ma non conosco nessuno primo che abbia dovuto subire una tragedia del genere, secondo che ne abbia ricavato una vita dedicata alla giustizia e al sapere politico (da Benedetta ho imparato - anche - cos'è una commissione d'inchiesta).

Ero in soggezione prima di incontrarla, ma si è dimostrata chiacchierona ("fermatemi voi, perché quando inizio a parlare non smetto più"), aperta al dialogo (ha chiacchierato amabilmente con tutti all'aperitivo prima dell'incontro) e mi fatto pensare a fine serata: "ok Benedetta, sei incredibilmente preparata su un argomento che io praticamente non conosco, hai dedicato la tua vita a questo, ma sento che potresti essere tranquillamente una delle mie amiche".

Sì, è umana Benedetta Tobagi, anche se non lo credevo possibile.

Quando parla si sente che è preparatissima, usa termini tecnici incredibili e ho fatto fatica a seguirla in tutto e per tutto, ma non mi ha mai annoiata.
E' un piacere ascoltarla e capire quanto impegno mette in quello che fa.

Lascio la parola a lei, alle piccole e varie citazioni qua e là che ho appuntato durante il nostro incontro.

(In merito al caso Gerry Adams nell'Irlanda del Nord, parlando di verità e giustizia): La giustizia intesa come giustizia penale ed eventuali amnistie o grazie o altre soluzioni, come è stata la commissione verità e riconciliazione in Sud Africa e la pace intesa come tutte le strade alternative per cui si rinuncia a perseguire dei crimini riconosciuti, in nome di una stabilizzazione sociale.
Io credo sommamente nella complessità, se c'è una cosa che aborro è la semplificazione.
Le commissioni d'inchiesta vanno fatte a ridosso dei fatti, non dopo trent'anni.
In Italia, altra cosa di cui ho parlato nel secondo libro, il depistaggio è stato costruito anche con falsificazioni, mezze verità, polvere sollevata (anche nel primo libro ne parlo), se si crea una situazione così, tu cosa fai? Come decidi?
 La conoscenza è come un mezzo di sopravvivenza, è come un modo di ristabilire ordine in un caos in cui non si può sopravvivere.
Ho studiato filosofia e ho una grande passione per tutte le pensatrici del '900, tutto il pensiero dell'empatia viene da pensatrici donne.
Sia la scrittura femminile, che l'attività intellettuale filosofica delle donne si è connotata per una maggiore capacità di introdurre l'elemento umano, emotivo in senso alto.
Trovo molto interessante che pian piano le scienze umane abbiano dovuto cominciare a riconoscere che la componente emotiva, emozionale, ha un'importanza enorme anche nel determinare gli accadimenti politici e non solo. Non vedo come una limitatio il fatto che la mia sia considerata una scrittura femminile. In un certo senso ho anche voluto "caricare" il fatto che mi avvicino a certe cose, a certi documenti, alle carte delle persone che non ci sono più; nel primo libro sono ovviamente le carte del mio papà ma, nel secondo non tratto con meno affetto le lettere di Livia o i diari di Alberto. E' una cosa che sento proprio moltissimo, mi piace molto che ci siano delle tracce e gli scritti sono proprio la vita delle persone che non ci sono più, che così possiamo incontrare.
I romanzi li leggiamo perché troviamo noi stessi, impariamo a leggere meglio la nostra vita e le persone che abbiamo intorno attraverso il mondo creato dai romanzieri. Io non ho questo grande talento però nelle storie che racconto mi premeva molto restituire vivezza a queste figure, soprattutto per una scelta forte, perché sono persone che sono state ammazzate. Prima di tutto devono essere restituite loro l'umanità e la vita e questo accade attraverso i lettori. Ovviamente è una cosa che io sento molto.
Credo che l'emozione possa accecare e possa anche essere usata in una maniera non limpida per manipolare il lettore; la porta dell'emotività è invece qualcosa che può rendere più profonda la comprensione, può come aprire una quarta dimensione di pensiero e di analisi rispetto ai fatti, ne sono profondamente convinta.
Io so qual è il potere dell'emotività e so anche benissimo il tipo di uso che avrei potuto fare della mia emotività. Quando si parla di emotività mi piace pensare all'espressione "cuori pensanti". Io non sono solo una pancia, il mio lettore non voglio che sia solo una pancia, so benissimo che potrei muovere la commozione di tutti, perché l'orfanella di tre anni sul cadavere del padre distrugge chiunque, solo che non mi interessa quello, perché quello è un genere di emozione che brucia come una fiammata di carta e poi non accende il legno.
Ho voluto raccontare il mio vissuto perché nel mio vissuto traumatico c'è la voce inespressa delle sofferenze mute dei bambini, non solo figli di vittime del terrorismo.
Io lavoro sulla mia scrittura come fosse un documentario.
La de-ideologizzazione degli intellettuali per me in realtà è una grandissima cosa.
Per me il santo padre della non-fiction, della saggistica in forma narrativa è Javier Cercas; è uno scrittore eccezionale, che ha inventato una forma di scrittura, è stato per me un riferimento e una fonte di ispirazione.

Quello con Benedetta Tobagi è stato il quinto e ultimo incontro al quale ho partecipato nell'ambito del Festival dei lettori, sinceramente non vedo l'ora che ci sia la nuova edizione per sapere quali nuovi autori avrò l'occasione di incontrare! :)


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