domenica 18 maggio 2014


Eccoci al secondo resoconto degli incontri a cui ho assistito nell'ambito del "Festival dei lettori" qui a Bologna.

Stefania Bertola è un'autrice che ho conosciuto grazie a mia cugina, sua accanita fan, che mi aveva regalato il suo libro "Ci vediamo a cena".
Avevo letto il libro in preparazione all'incontro, mi era piaciuto, anche se lontano da quello che sono solita leggere.

La Bertola scrive in modo leggero, parla di situazioni divertenti e a volta surreali, i suoi libri strappano un sorriso e spesso ci si ritrova nelle sue parole.
Sono arrivata alla conclusione che ogni tanto un libro della Bertola mi farebbe bene leggerlo, i suoi libri sono un toccasana e uno scacciapensieri senza pari.

Che dire dell'autrice? E' torinese e ironica e se chiudete gli occhi vi sembrerà di avere davanti a voi Luciana Littizzetto :D
E' stato divertente e utile ascoltarla, sono stata felice di partecipare a questo incontro.

Come per Pino Cacucci (qua il mio resoconto) ho deciso di presentarvi questo incontro sotto forma di piccole citazioni, frasi colte qua e là durante questi incontri interessanti e coinvolgenti.
Ecco a voi, quindi, quelle di Stefania Bertola.

Non esiste un "bello" che valga per tutti, ognuno ha il suo rapporto con la lettura.
Non bisogna colpevolizzare chi non legge, al giorno d'oggi si possono imparare tantissime cose anche da internet e dai canali tv che trasmettono documentari.
I bambini delle scuole vanno messi nella condizione di leggere quello che desiderano, non vanno obbligati e nelle biblioteche devono sentirsi liberi, devono avere con i libri lo stesso rapporto che hanno con gli smartphone, la stessa confidenza. La reverenza è nemica dell'amore.
Mi è sempre piaciuto scrivere e, da pigra, un giorno ho pensato se avrei potuto scrivere per vivere. Ho iniziato per passare le lunghe serate in casa da sola, mi divertiva, per me era come andare in un altro Paese.
La cosa che più mi ha  insegnato a scrivere è stato tradurre, per tradurre devi scegliere le parole, è faticoso, ma dà tanta soddisfazione. 
Scrivere è qualcosa che faccio per i lettori, non ho ambizioni letterarie, ne vale la pena quando posso donare un sorriso a qualcuno.
Di solito per un mio libro ho pronti l'inizio e la fine, da lettrice odio i romanzi che partono bene e poi si perdono a lungo andare e sono "tirati via", perché l'autore ha esaurito le idee. 
Spesso le idee per i miei romanzi mi sono venute in mente in momenti morti, di solito ferma al semaforo.
Non bisogna mai mentire ai lettori, J.K. Rowling, ad esempio, mette dei "semini" nei primi Harry Potter che poi si potranno ritrovare nel settimo e ultimo libro, questo è rispetto per il lettore. "La verità sul caso Harry Quebert", invece, è un libro che inganna, dice tante cose che poi non vengono più tirate in ballo. Agatha Christie diceva sempre che nei libri gialli non bisogna mentire, invece Joel Dicker mente ai suoi lettori.
Tutto serve ad uno scrittore, lui è una spugna, una sanguisuga.
Süskind, Ishiguro, Calvino e Valeria Parrella sono fra i miei preferiti, perché hanno la capacità di essere riconoscibili.
"Revolutionary Road" di Yates e "Le correzioni" di Franzen sono libri meravigliosi. 

Grazie ancora a Stefania Bertola e al "Festival dei lettori" è stato bello partecipare a questo incontro!

{ 2 commenti... read them below or Comment }

  1. Avrei voluto esserci anch'io, soprattutto per Cognetti! Infatti, attendo la tua cronaca. ;)

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  2. Comunque la Bertola è una grande, mi è piaciuta moltissimo! :)

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