sabato 17 maggio 2014


Quest'anno ho deciso di non partecipare solo agli incontri con gli autori abbinati ai miei gruppi di lettura, ma di spaziare un po', visto che avevo l'occasione di conoscere (o rivedere volentieri) autori che mi piacevano.

Detto, fatto e ho iniziato alla grande partecipando all'incontro con il mitico Pino Cacucci alla biblioteca "Spina" qui a Bologna (Quartiere S.Donato).

Mitico, sì, Cacucci è proprio così. Lo avevo già capito leggendo diversi suoi libri e dal vivo ne ho avuto la conferma.

Al momento di rispondere alle domande dei lettori è un fiume in piena, racconta storie, aneddoti, suoi, del Messico, dei più disparati argomenti.
E' alla mano, sorridente e disponibile e a noi piacciono gli autori così.

Cacucci l'ho "conosciuto" a 15 anni leggendo "Puerto Escondido" che mi lasciò folgorata e ho continuato a consigliare a tutti negli anni.
Che dire anche di "In ogni caso nessun rimorso" sulla storia della vita dell'anarchico francese Jules Bonnot, un libro straordinario, di "Mastruzzi indaga" raccolta di racconti che hanno per protagonista uno sgangherato ispettore bolognese alle prese con i piccoli e grandi mali che attanagliano la città felsinea, o di "Viva la vida!" opera teatrale sulla vita di Frida Kahlo.
Questi sono quelli che ho letto, ma tanti ancora ne vorrei leggere, primo fra tutti "Demasiado Corazon" a detta di Luis Sepulveda fra i suoi dieci libri preferiti di sempre.

Per non dilungarmi troppo ho deciso di presentarvi questi incontri con gli autori sotto forma di piccole citazioni, frasi colte qua e là durante questi incontri interessanti e coinvolgenti.
Ecco a voi, quindi, quelle di Pino Cacucci.

Vi consiglio il libro di Giuseppe Catozzella "Non dirmi che hai paura". E' la storia vera di Samia, la ragazzina Somala che ha corso (contro tutti e tutto) alle Olimpiadi di Pechino ed è finita morta naufragata al largo di Lampedusa. La storia è un pugno allo stomaco, ma è raccontata con molta delicatezza.
In Nicaragua ne ho conosciute di persone come il protagonista cattivo de mio "Demasiado Corazon". 
Quando nell'82 sono andato in Messico per la prima volta non cercavo la terra promessa, andavo semplicemente via da un'Italia che non mi piaceva.
Ogni tanto torno nella casa di Frida, magnificamente trasformata in un museo, ma lasciata come lei l'ha vissuta, torno per respirare l'aria che la circondava.
A Frida mi sono avvicinato lentamente. Sulla sua vita c'erano già fior fiore di biografie, non c'era l'esigenza che ce ne fosse anche una mia. Sono partito con Tina Modotti che, invece, era stata molto trascurata, mi sono appassionato alla sua vita e alla sua amicizia con Frida. Dopo circa trent'anni mi sono sentito maturo, l'avevo "assimilata", la sentivo vicina, ho pensato "Frida, ora ti conosco" e ho quindi ho scritto "Viva la vida!", nel quale faccio sì che Frida ripensi alla sua vita con rabbia e con amore, ma senza farne una biografia.
Se ti innamori del Messico non puoi non innamorarti di Frida, che è l'emblema della messicanità.
Caucci oltre il Messico? Ci sono alcuni fili che continuo sempre a tirare, l'attrazione per i ribelli, per le persone dimenticate, per la storia che non ci hanno raccontato, per la dignità troppo spesso dimenticata. Forse non avrei scritto quasi nulla senza il mio amato Messico.
Sì, sembra ancora incredibile anche a me, ma fui amico di Federico Fellini. Per un caso fortuito lesse il mio primo libro, ne rimase entusiasta e chiese in giro ai giornali perché ancora non stessero parlando di questo giovane e promettente autore. Mi invitò a Roma a conoscerlo e passammo intere giornate a parlare del Messico, anche lui ne era appassionato e ha sempre voluto girare un film là. Quelle chiacchierate sono una delle fortune della mia vita.
Come sono diventato uno scrittore? Sono nato come lettore accanito, sono figlio di operai che mi hanno cresciuto con la consapevolezza che i libri possono essere compagni d'avventure. Hemingway è il mio amore di sempre (ma anche Orwell), perché parlava del sogno americano con una coscienza politica forte.
"Puerto Escondido" è nato dall'amore che avevo allora per il genere noir e vi potete ritrovare già la mescolanza delle mie esperienze in Messico. I personaggi che sembrano più fantasiosi sono infatti reali, attingevo da quello che vedevo, quello che descrivevo era così e mi incuriosiva "montare" delle storie gialle.
Mi riesce meglio scavare nel passato, che raccontare la realtà odierna.............................

Abbiamo parlato anche di tantissime altre cose, è stato un incontro davvero interessante e divertente, non lo lasciavamo più andare via, erano già passate le 23 e stavamo ancora facendo le foto di rito e la fila per gli autografi.

Grazie al Festival dei lettori e grazie a Pino Cauccci, sono questi gli autori che vorremmo sempre incontrare!

{ 2 commenti... read them below or Comment }

  1. Molto interessante. Con il GdL a cui partecipo (Lettori per Caso), di autore ho letto "Puerto Escondido". E' lampante la sua passione per il Messico in questo libro, nel quale cattura "il bianco e il nero" di questo paese e ti trasporta insieme ai personaggi descritti in una realtà in cui non tutto è ciò che sembra.
    Bollo

    RispondiElimina
  2. Grazie Bollo per il tuo commento! :)
    Cacucci e il Messico ormai sono una cosa sola e lui è bravissimo a descriverlo a chi non c'è mai stato.

    RispondiElimina

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