martedì 11 febbraio 2014



Eccoci alla ventisettestima puntata di "30 giorni di libri"!
Cliccate pure qua per maggiori informazioni ;)


Versione #1/Giorno 27: il colpo di scena - o il finale - più sorprendente
Partiamo dal presupposto che adoro i colpi di scena. Anche più dei finali sorprendenti.
Rendono vivo un libro, la lettura ancora più piacevole, la mente sempre pronta a rimuginare su cosa si troverà nelle pagine successive.
Quello di cui vi voglio parlare oggi non è un libro giallo, un thriller, un libro "movimentato"; è un classico, un libro dell' '800 ma, ad ogni fine capitolo, lascia in sospeso, con la voglia di andare avanti, di sapere cosa succederà.
E':

"Grandi speranze" di Charles Dickens



Lo conoscerete ma, per i più restii ai classici, vi lascio la trama:

La misteriosa fortuna che la sorte assegna all'orfano Pip, il suo altezzoso rifiuto dei vecchi amici, le sventure e le sofferenze che segnano il suo percorso esistenziale verso una consapevole maturità costituiscono la base di un racconto ove il senso di colpa e la violenza si fondono con spunti grotteschi nei quali la commedia assume connotazioni caustiche e crudeli. Dal momento in cui, nelle spettrali paludi del Kent, Pip si imbatte in Magwitch, un forzato evaso, fino all'ultimo incontro con la bella e cinica Estella che suscita in lui sterili emozioni e turbamenti, il lettore si trova coinvolto in una vicenda tanto drammatica quanto affascinante. Studio meditato dello sviluppo di una personalità, è questa l'opera di Dickens in cui più si avverte un notevole approfondimento psicologico che, unito alla raffinata maestria verbale dell'autore, consente di godere fino all'ultima pagina una storia ricca di eventi e di suspense.

Lo dice anche la trama "storia ricca di eventi e di suspense".
Come dicevo, ad ogni fine capitolo l'autore lascia qualcosa di sospeso, che vi metterà una gran voglia di iniziare subito il capitolo successivo.
Questo è dovuto al fatto che, originariamente, Dickens pubblicò "Grandi speranze" come romanzo ad episodi ed aveva la necessità di mantenere alta la voglia del lettore di andare avanti, di acquistare anche il giornale successivo, sul quale sarebbe stato pubblicato il nuovo capitolo.
Quindi ecco che vi ritroverete tra le mani, ai giorni nostri, sì un bel tomo di 600 e passa pagine, ma che vi leggerete con piacere, con la voglia di andare avanti, di sapere come si sbroglierà la matassa di avvenimenti creati ad hoc dal mitico Dickens.

Versione #2/Giorno 27Un libro che vorresti aver scritto
Sono tanti i libri meravigliosi che ho letto e che avrei voluto essere in grado di scrivere. Non ho velleità di scrittrice, ma certi libri ti fanno capire non solo la capacità di scrittura di un autore, ma anche la sua cultura, la sua intelligenza e tante altre belle cose che, se avessi scritto quel particolare libro, avrei anch'io.
Se devo scegliere quindi fra i tanti libri che avrei voluto scrivere, credo proprio sceglierei:

"Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupery

La trama non ve la lascio, eh, che ci mancherebbe altro qualcuno non la sapesse :D


Vi devo davvero dire perché vorrei averlo scritto?
Leggetelo perché, se volete da me questa risposta, vuol dire che il libro non l'avete mai letto. Ed è un vero peccato. Leggetelo perché non è un libro per bambini, è un libro per adulti, con i suoi sottintesi, le sue chiavi di lettura, il disincanto e insieme l'incanto che permeano il centinaio di pagine che lo compongono.
E allora avrete capito perché vorrei tanto averlo scritto :)


Partecipate anche voi rispondendo alle domande sul vostro blog e lasciandomi il vostro link, oppure - se non avete un blog - solamente con un commento qui sotto, vi aspetto!

{ 3 commenti... read them below or Comment }

  1. Dickens è Dickens! Ho letto alcune delle sue opere e devo dire che in ognuna di esse lo stile e il tema trattato sono diversi. Mi piace molto la sua versatilità.

    RispondiElimina
  2. @Tania: io per ora ho letto solo "Grandi speranze" e "La piccola Dorrit", ma non vedo l'ora di leggere tutti gli altri!

    @Ilenia: sì! Poi noi a scuola lo leggemmo piano piano, con la Prof che ci spiegava ogni significato intrinseco, fu molto interessante, lo leggemmo proprio nel modo giusto.

    RispondiElimina

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