mercoledì 15 maggio 2013


EDITORE: Giraldi Editore
ISBN: 9788861551336
1ª EDIZIONE ORIGINALE: 2007
PAGINE: 211
PROVENIENZA: gentile omaggio della Giraldi Editore
VALIDO PER LE SFIDE: “Quick-Fix Challenge"

INTRODUZIONE BREVE: 
L'incredibile storia di un padre separato a cui viene negato il diritto di vedere e frequentare il proprio bambino. Non poi così tanto incredibile, visto che è successa davvero.

PERCHE’ L’HO LETTO:
Il libro è un gentile omaggio della Giraldi Editore, il titolo è stato scelto da me sulla base della trama. Potete leggere comunque tutto qua.

LA MIA OPINIONE:
Questo libro l'ho divorato, in 3 giorni l'ho finito, presa dalla smania di sapere se avrebbe avuto un lieto fine, presa dalla voglia di non abbandonare il Signor B e Giò al loro destino.
Più andavo avanti a leggere e più pensavo: spero solo che questa non sia una storia vera, sarebbe agghiacciante. Sì, agghiacciante, perché più che leggere un libro sulla difficoltà (e impossibilità) di un padre di stare con il proprio figlio, sembra di avere fra le mani un thriller; colpi di scena, ribaltamenti di fronti, cattiverie gratuite, tensione, c'è tutto.
Poi, qualche pagina prima della fine, mi sono decisa e ho controllato su Internet, ed ebbene sì, è tragicamente una storia vera. Oltretutto Schiavon vive nella mia città, è un giornalista del quotidiano cittadino.
Questa persona sono anni che non vede e non sente il proprio figlio, anni che, rapportati alla velocità con cui cresce un bambino, sono ere geologiche.
Ho visto qualche filmato tratto dalla sua partecipazione al programma tv "Matrix": erano filmati del 2011 e, allora, erano quasi 5 anni che Schiavon non poteva avere contatti con il suo bambino (che, nel frattempo, aveva compiuto 12 anni).
Il bello è che il tutto è senza motivo! Nel libro viene spiegato tutto bene, il racconto è avvincente, il protagonista è davanti ad un Giudice a cui racconta tutta la sua storia, per filo e per segno. Non ci si imbatte in un attimo di lentezza, divagazione: l'autore ci tiene incollati al libro, sperando che prima o poi ci sia giustizia.
Non so come sia finita, ora che siamo nel 2013 e sono passati due anni da quei filmati che ho visto; spero tanto, per questa persona e per suo figlio, che si siano potuti finalmente ritrovare e cercare, per quel che è possibile, di recuperare i momenti persi, quelli che, purtroppo, non torneranno più. Farò il possibile per sapere come è andata a finire.
Vi lascio con una, purtroppo triste, ma esemplificativa frase, detta da Schiavon al conduttore di "Matrix": "Questo è un romanzo. La mia storia è molto peggio".



4/5





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