giovedì 14 febbraio 2013


EDITORE: Einaudi
ISBN: 9788806170431
1ª EDIZIONE ORIGINALE: 2004
PAGINE: 290
PROVENIENZA: biblioteca
VALIDO PER LE SFIDE: “Library books”, "AZ Challenge", "Quick-Fix Challenge"


INTRODUZIONE BREVE: 
Un paese senza nome. Una città senza nome. Delle normali elezioni amministrative. Ma qualcosa non va per il verso giusto. La gente non va al mare, non diserta i seggi. Vota, ma vota scheda bianca. Un gesto rivoluzionario, una congiura anarchica, una provocazione di gruppi estremisti? Si ventila infine l'ipotesi che debba esservi un nesso fra la «rivolta delle schede bianche» e l'epidemia di cecità dilagata per un certo tempo quattro anni addietro. Uno degli agenti segreti sguinzagliati per la capitale indaga sulla donna che all'epoca non diventò cieca, indicata come l'autrice di un delitto; e su suo marito, il medico oculista. Entra in contatto con lei, e prende coscienza delle vere intenzioni del governo...


PERCHE’ L’HO LETTO:
Ero rimasta completamente stregata da Cecità e, non appena ho scoperto che questo era il suo seguito, sono subito corsa in biblioteca a prenderlo.

LA MIA OPINIONE:
Ideale seguito di "Cecità" (ci troviamo nel medesimo luogo, ma 4 anni dopo) anche questo libro parte da un evento impossibile, la decisione in massa della popolazione della capitale di votare, alle elezioni Nazionali, scheda bianca, per comunicare la propria sfiducia nei confronti di qualsiasi partito politico del loro Paese.
Il Governo non si interroga sui reali motivi che hanno portato i cittadini a questa decisione, ma si chiude a riccio, pensa solo a sé e al proprio potere, negando il diritto di voto libero e personale e invocando un attentato alla democrazia.
Come per "Cecità" questo è un romanzo che ci lascia tanto su cui pensare, e ci fa rivivere quel senso di soffocamento di quando ci si rende conto che a tirare le fila di tutto sono persone senza scrupoli, che non si fermano davanti a nulla; ci si rende conto di come la democrazia possa essere distrutta dalla smania di potere, dalla sopraffazione, dalla falsità e dall'arroganza.
Saramago fa una dura analisi del sistema democratico dei nostri Paesi, scrive un romanzo senza nomi per i suoi protagonisti, per la città; una storia dunque indefinita, che potrebbe non accadere mai o che, magari, è già in atto.
Durante la lettura mi sono chiesta diverse volte cosa succederebbe se la maggioranza di noi votasse scheda bianca; ora che ho finito il libro credo di averlo capito, quasi sicuramente le cose (purtroppo) andrebbero come ha scritto Saramago, perchè ci ha descritto una situazione così angosciante, come solo la realtà può essere.
Altro libro da leggere assolutamente del Maestro portoghese, ma quanta amarezza alla fine...

4/5










{ 6 commenti... read them below or Comment }

  1. Devo leggerlo da tempo... Cecità mi aveva stravolto, devo essere pronta anche per questo...

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  2. I'm glad you liked this novel; it's one of my favourite novels of Saramago. I recently wrote a review for it:

    http://storberose.blogspot.pt/2012/11/seeing.html

    Besides this and Blindness, what other Saramago novels have you read?

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  3. @Miguel: these are the first two novels by Saramago I have read, but I'll certainly read somenthing else by this great author!
    I'll have a look to your review, thanks for stopping by! :)

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  4. Valentina, let me recommend 'Una terra chiamata Alentejo' and 'Tutti i nomi,' two of my favourite ones.

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  5. @Miguel: thanks for your advice, I think I'll certainly read them ;)

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