mercoledì 30 gennaio 2013


EDITORE: Feltrinelli
ISBN: 9788807721823
1ª EDIZIONE ORIGINALE: 1995
PAGINE: 315
PROVENIENZA: biblioteca
VALIDO PER LE SFIDE: “Library books”, "European reading challenge"


INTRODUZIONE BREVE: 
In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi e ghettizzati in un ex manicomio per la paura del contagio e per l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa, purtroppo, essere capace.

PERCHE’ L’HO LETTO:
Questo libro era stato scelto da uno dei due gruppi di lettura che frequento, essendo stato proposto più volte dai partecipanti, incuriositi dalla particolare trama.

LA MIA OPINIONE:
Vi siete mai chiesti cosa potrebbe accadere se, un bel giorno, tutto il mondo a causa di un’epidemia sconosciuta perdesse completamente la vista? Io non mi ero mai posta una domanda simile, ma Saramago lo mette nero su bianco. E il lettore, pagina dopo pagina, entra in questo vortice di angoscia, incredulità, fino ad andare a fondo all'animo umano che, come sempre nelle situazioni estreme, mostra la cattiveria elevata all'ennesima potenza.
Ci si meraviglia, ma non poi così tanto, di fronte a quanto in fretta la civiltà regredisca ai suoi albori, al contendersi il pezzo di pane ammuffito, l'acqua ormai non più potabile, il piccolo, risibile privilegio del dominio sugli altri, ottenuto con la forza e la minaccia.
Il tema fondamentale del romanzo è l'indifferenza, che esplode con il dilagare della cecità ma che, a ben pensarci era (ed è) ben presente prima degli avvenimenti in questione.
Altro tema che fa molto pensare è quello della fame: quando si descrivono gli accaparramenti del cibo da parte dei "ciechi cattivi", che viene lasciato marcire piuttosto che essere condiviso, è impossibile non pensare agli sprechi di cibo che avvengono ogni giorno nel nostro ricco mondo quando, dall'altra parte, in quella più sfortunata, si muore di fame.
Le scene degli stupri di gruppo, della crudeltà dell'esercito, della sporcizia in cui vivono queste persone sono difficili da "digerire", leggere questo libro provoca dolore e angoscia quasi fisici, quasi come se noi stessi facessimo parte della storia.
Fa riflettere molto questo romanzo, e spaventa anche molto. Siamo davvero potenzialmente tutti così?


4.5/5




{ 7 commenti... read them below or Comment }

  1. Sì Elisa,
    mi è piaciuto veramente molto. Ho scoperto che il successivo "Saggio sulla lucidità" è una sorta di seguito, oggi pomeriggio passo subito in biblioteca a prenderlo! ^_^

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  2. Davvero?? Sai che non lo sapevo?? Vedo di procurarmelo allora!
    A me di Saramago è piaciuto tantissimo anche "L'uomo duplicato" e poi "Il vangelo secondo Gesù Cristo" e "Caino" (ma non devi essere troppo religiosa per leggerli)

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  3. Non ho ancora letto Cecità, ma ho visto il film Blindness, ispirato al libro. Bellissimo il film, inquietante e estremamente realistico questo mondo alla Saramago, fa capire che l'istinto di sopravvivenza ci rende ugualmente ciechi rispetto agli altri così come accade a tutte le altre specie animali. ma che la cattiveria e il sadismo riescono ad abbrutire il genere umano più di qualunque altra specie

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  4. @Elisa: già preso "Saggio sulla lucidità" e già iniziato a leggerlo! Grazie per i consigli, effettivamente mi avevano già parlato bene di entrambi i libri che hai menzionato ;)

    @Anonimo: grazie per il bellissimo commento! :)

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  5. Sono completamente d'accordo con te; questa storia mi ha preso subito per il collo e mi ha trascinato con dolore e sofferenza nella brutalità più profonda dell'essere umano.
    Il rischio più grande credo che sia quello di credere che tutto ciò possa accadere solo in situazioni estreme mentre, in realtà, a me sembra che sia proprio la metafora del nostro vivere quotidiano sempre più egoista e miope (a proposito di malattie oculari ;-))

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  6. @ro: grazie per il tuo commento, la penso anche io così, questi sono libri che fanno molto pensare, soprattutto in momenti storici come questi.

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